Il big match di San Siro tra Milan e Juventus termina a reti blande con il risultato di 0-0.
Il risultato è il frutto di una partita bloccata e tesa in cui la pesante posta in palio (la qualificazione alla prossima Champions League) ha condizionato entrambe le squadre.
Il pari fa bene ai rossoneri che mantengono un notevole distacco dal quinto posto, mentre i bianconeri vedono avvicinarsi Roma e Como a sole 3 lunghezze. Nelle ultime 4 partite ci si giocherà tutto.
Nessuna voglia di rischiare e i limiti delle due squadre venuti a galla
Il copione del match tra Milan e Juventus è stato chiarissimo sin dai primi minuti: tanta attenzione a non sbagliare e poca voglia di rischiare.
Le occasioni non sono mancate del tutto, ma sono state episodiche: un gol annullato ai bianconeri e una traversa colpita dai rossoneri rappresentano gli unici veri squilli di una partita dominata dalle difese.
Alla fine, il pareggio è sembrato il risultato più logico, come confermato anche dai protagonisti nel post-partita.
Massimiliano Allegri ha analizzato la prestazione del suo Milan con un certo equilibrio. Da un lato la soddisfazione per la solidità mostrata in uno scontro diretto così delicato, dall'altro la consapevolezza che il limite principale resta sempre lo stesso: la difficoltà a concretizzare. I rossoneri costruiscono, ma segnano poco, e l'assenza di un centravanti realmente incisivo continua a pesare. In una partita come questa, un finalizzatore avrebbe potuto fare la differenza.
Più critico, invece, Luciano Spalletti nei confronti della sua Juventus. Il tecnico ha parlato apertamente di una squadra troppo lenta nella manovra e prevedibile nello sviluppo del gioco, incapace di trovare soluzioni offensive efficaci contro una difesa ben organizzata. Parole che suonano come un richiamo forte alla mentalità: secondo il tecnico di Certaldo, nei momenti decisivi della stagione serve qualcosa in più, soprattutto in termini di personalità e coraggio.
Tuttavia, entrambe le squadre escono da San Siro con la percezione di non aver fatto abbastanza per vincere.
In definitiva, il confronto ha confermato pregi e limiti di due squadre ancora alla ricerca di una vera identità e di un equilibrio ancora precario.
Il problema più grande di Milan e Juventus si chiama "attaccante"
Un altro tema emerso con forza riguarda proprio il reparto offensivo di entrambe le squadre. Milan e Juve condividono infatti un problema simile: la mancanza di un attaccante capace di garantire gol con continuità.
In ottica europea, questo limite rischia di diventare ancora più evidente. Le grandi squadre, in Champions, fanno la differenza proprio negli ultimi metri, e senza un riferimento affidabile davanti diventa difficile competere ad alti livelli.
In casa Juventus la partita di David è stata anche buona, il canadese infatti è sempre abile nel legare il gioco, ma la mancanza nel riempire l'area di rigore è un problema molto importante per la prolificità dei bianconeri.
Nel Milan invece Allegri continua ad affidarsi a Leao come riferimento, soprattutto vista la mancanza di alternative credibili ed affidabili (Fullkrug e Gimenez non sembrano essere all'altezza), ma il portoghese è chiaramente spaesato nel ruolo di punta centrale.
A fine anno le società interverranno sicuramente sul mercato per cercare di dare ad Allegri e Spalletti due attaccanti in grado di fare la differenza nell'arco di tutto il campionato.
Top&Flop della partita
Top:
- Bremer: il brasiliano si esalta in partite chiuse come questa. Tiene a bada Leao in tutta la partita e non va mai in affanno nei duelli.
- Rabiot: il francese tiene alto il livello nel centrocampo del Milan. Vince diversi duelli e va anche al tiro ma trova un Di Gregorio attento.
- Conceicao: il portoghese è tra i più propositivi nel buio del Meazza. Cerca sempre la giocata e prova ad innescare i compagni più volte. E' anche l'unico ad impegnare Maignan.
Flop:
- Boga: l'ex Sassuolo e Atalanta gioca una partita insufficiente e viene quasi sempre ingabbiato da Saelemaekers e Tomori. Prima insufficienza pesante da quando veste bianconero.
- Pulisic: l'americano corre a vuoto per tutta la partita e conferma il periodo difficile in cui non riesce neanche ad arrivare al tiro.
- Bartesaghi: soffre tantissimo contro Conceicao e i pericoli juventini arrivano tutti dal suo lato. Allegri lo sostituisce all'intervallo perchè chiaramente in difficoltà.
A cura di: Federico Piersanti