Juve, blackout e crollo contro la Fiorentina: ora la Champions è compromessa
Allo Stadium la decidono le reti di Ndour e Mandragora, mentre vengono annullati un gol a Mckennie e uno a Vlahovic.
Ora la Juventus compromette seriamente la qualificazione alla prossima Champions League ed esce tra i fischi assordanti dei propri tifosi.
Un approccio sbagliato e una maglia troppo pesante per questi giocatori
La sconfitta per 0-2 contro la Fiorentina rischia di diventare il simbolo della stagione della Juventus: una squadra incapace di reggere il peso dei momenti decisivi. All’Allianz Stadium, davanti ai propri tifosi e con la Champions League ancora nelle proprie mani, i bianconeri sono crollati sotto i colpi di Ndour e Mandragora, scivolando addirittura al sesto posto a una sola giornata dalla fine.
La partita ha raccontato perfettamente tutti i limiti della Juventus di Luciano Spalletti. Un primo tempo lento, prevedibile e sbagliato dal punto di vista dell'approccio ha permesso alla Fiorentina di prendere fiducia e colpire subiro con Ndour, favorito anche da un’incertezza di Di Gregorio sul primo palo. L'ennesima incertezza di un portiere che ha dimostrato più e più volte di non reggere il peso di questa maglia. Da quel momento, la Juve ha perso sicurezza, confermando una fragilità mentale che accompagna la squadra da tutta la stagione.
Nella ripresa i bianconeri hanno provato a reagire più con nervosismo che con lucidità. I gol annullati a McKennie e Vlahovic avevano dato l’illusione di una possibile rimonta, ma la squadra è rimasta sbilanciata e incapace di creare vere occasioni pulite. La rete di Mandragora all’83’ ha poi definitivamente chiuso il match e fatto esplodere la contestazione dello Stadium che ha fischiato la squadra all'uscita dal campo.
Dal terzo al sesto posto: la dimostrazione di una squadra mediocre sotto diversi aspetti
In una giornata in cui tutte le rivali dirette hanno vinto, la Juventus ha fallito proprio la partita più importante, davanti al proprio pubblico e contro una Fiorentina senza particolari obiettivi di classifica. Un crollo che pesa ancora di più considerando che i bianconeri arrivavano da dieci risultati utili consecutivi.
Il crollo è soprattutto mentale, ma i limiti dimostrati da questa squadra e da questo gruppo sono anche tecnici. Dagli svariati errori di Di Gregorio nell'arco della stagione, alla continua mancanza di un riferimento che trovasse il gol nei momenti importanti. Il ritorno di Vlahovic, seppur una notizia positiva, non ha risolto del tutto i problemi perchè anche il serbo ha dimostrato tanti, forse troppi limiti per poter essere da Juventus.
Anche la maggior parte delle riserve non sono in grado di reggere la pesantezza e il livello della maglia bianconera. Koopmeiners e Miretti hanno sempre faticato quando sono stati chiamati in causa, Openda è sparito dai radar ed è costato caro, infine anche gli ingressi a gara in corso di Zhegrova raccontano di un giocatore in difficoltà e mai in grado di fare la differenza.
Il sesto posto che occupa ora la Juventus rispecchia il livello reale di questo gruppo squadra e quest'estate Champions o non Champions servirà un miracolo sul mercato da parte della dirigenza, perchè andrà quasi tutto ricostruito da zero.
Top&Flop della partita
Top:
- Ndour: il centrocampista italiano mette in difficoltà Koopmeiners per tutto il match e segna il gol del momentaneo 0-1. Sempre puntuale anche nelle chiusure difensive.
- Pongracic: il centrale ex Lecce annulla Vlahovic per tutta la partita e gioca un match attento e sempre puntuale soprattutto nelle chiusure.
- Mandragora: il centrocampista entra a gara in corso e pennella con il mancino il gol del definitivo 0-2 che taglia definitivamente le gambe alla Juventus.
Flop:
- Di Gregorio: ormai è una presenza costante nei flop delle partite della Juve. Ennesimo errore stagionale sul gol di Ndour dove prende gol sul suo palo e si stende in maniera goffa. Urge una rivoluzione in porta.
- Vlahovic: il serbo è assente ingiustificato del match. Viene annullato da Pongracic e non è mai pericoloso o in grado di offrire una sponda pulita per i compagni. Il rinnovo deve meritarselo, ma se le prestazioni sono queste merita un "grazie e arrivederci".
- Cambiaso: anche per lui ennesima prestazione negativa della stagione. In ritardo sul gol di Ndour e mai capace di creare qualcosa di pericoloso in fase offensiva. Anche per lui è forse arrivato il momento dei saluti.
A cura di: Federico Piersanti