Vroom Trappoloni della 30ª giornata Serie A 2025/26
La 30ª giornata è uno di quei turni in cui anche i nomi più affidabili possono trasformarsi in trappole. Tra condizione fisica, tipo di partita e numeri stagionali, ci sono alcuni segnali che fanno pensare più a un possibile malus che a un bonus.
Federico Dimarco - Spinta sì, ma rischio dietro l’angolo
Il momento resta positivo, ma proprio il suo stile di gioco può diventare un problema. Parliamo di un esterno che vive altissimo e che porta tanti cross, ma questo lo espone parecchio alle ripartenze: quando perde palla o sbaglia un tempo di uscita, la sua zona diventa vulnerabile. In stagione ha già giocato 21 partite con 1 solo giallo, quindi non è un cattivo abituale , però il dato più interessante è un altro: tende a commettere pochi falli ma in zone pericolose, perché spesso rincorre. In una gara complicata questo può tradursi in 1 episodio negativo (ammonizione o insufficienza per errori difensivi). Non è da panchinare a prescindere, ma è più esposto del solito.
Manu Konè - Intensità che può costare caro
Il suo gioco è tutto basato su aggressività e recuperi, ed è proprio qui che nasce il rischio. Konè è uno che entra tanto nei contrasti e spesso lo fa al limite: nelle partite ad alta intensità finisce facilmente nel mirino dell’arbitro. Il dato chiave è legato al volume difensivo: resta costantemente sopra i 2–3 interventi a partita, e questo aumenta in modo naturale la probabilità di malus. In una giornata dove il centrocampo sarà molto combattuto, basta un tempo in ritardo per trasformare la sua prestazione in un -0.5 o peggio. È il classico giocatore che può prendere voto basso senza “fare errori evidenti”.
Tommaso Baldanzi - Tanti falli subiti, ma anche tanti rischi
Qui il discorso è più sottile. Baldanzi subisce moltissimo (oltre 4 falli subiti a partita) ma ne commette anche 1.8 ogni 90 minuti , segno che quando viene raddoppiato tende a forzare giocate o perdere tempi di gioco. In partite fisiche questo lo porta a due conseguenze: o sparisce dal gioco, oppure forza troppo e sbaglia tanto. Il rischio concreto è una prestazione da 5.5 o meno, senza bonus e con qualche palla persa di troppo. Non è tanto un pericolo da cartellino, quanto da insufficienza “silenziosa”.
In sintesi, sono tre profili diversi ma con un punto in comune: numeri e contesto suggeriscono almeno 1 possibile malus concreto a testa nella giornata.