Vince il Milan 0-1 di "horto muso": Pulisic is back, Chivu e Sommer...

Vince il Milan 0-1 di "horto muso": Pulisic is back, Chivu e Sommer...

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Redazione di Zona
nov 25, 2025 • 3 min read

Inter-Milan chiude la domenica sera della 12ª giornata con un verdetto che brucia forte a San Siro: finisce 0-1 per i rossoneri, grazie al gol di uno degli uomini più attesi, Christian Pulisic, rientrato titolare dopo l’infortunio e decisivo proprio nel momento più caldo. Il suo colpo da tre punti regala al Milan il sesto risultato utile consecutivo nel derby e, soprattutto, il sorpasso ai nerazzurri: Allegri vola al secondo posto insieme al Napoli, subito dietro la Roma capolista. Per l’Inter invece arriva il quarto stop stagionale, il terzo negli scontri diretti, un dato che inizia a pesare seriamente sulla stagione di Chivu. Il Milan si presenta con un atteggiamento “allegriano” nel senso più moderno possibile: organizzato, compatto, cinico quando serve. Non solo difesa e contropiede, ma un piano gara chiaro, fatto di letture, equilibri e momenti. L’Inter invece sbatte ancora una volta contro i suoi limiti, soprattutto nei match ad alta intensità: Maignan sovrasta Sommer, Carlos Augusto non riesce a rimpiazzare Dumfries, e Lautaro esce deluso a metà secondo tempo. In tanti si aspettavano la classica "quota X” e invece i rossoneri hanno interpretato meglio la serata: Inter che attacca a testa bassa, Milan che soffre, regge e riparte. Nel mezzo, l’occasione che pesa: il rigore sbagliato da Calhanoglu, ipnotizzato da un Maignan in modalità superhero edition.

🔍 ANALISI DELLA PARTITA

INTER - L’Inter avrebbe meritato qualcosa in più guardando numeri e volume di gioco. Ma nel calcio quello che conta è metterla dentro, e i nerazzurri non ci riescono praticamente mai nell’arco dei 90'. Tra pali colpiti, un rigore parato e oltre il 63% di possesso, sembra il solito copione degli ultimi big match: grande dominio territoriale, poche vere occasioni pulite. Il problema negli scontri diretti sta diventando un classico nerazzurro: quando l’avversario aspetta basso, blocca il centro, ti invita al cross e poi riparte (proprio come i Milan di Fonseca e Conceição la scorsa stagione), l’Inter si inceppa. L’idea di gioco si spegne, le linee di passaggio si chiudono, e la squadra fatica a trasformare il possesso in pericoli reali. E poi c’è il tema Sommer. Sul gol di Pulisic lo svizzero non brilla affatto, e non è la prima imprecisione dell’anno. La sensazione è che il portiere trasmetta meno sicurezza rispetto al passato, soprattutto in un periodo in cui le questioni extra campo di Joseph Martinez non aiutano a blindare l’ambiente. Curioso anche il gol subito: se Chivu ha dichiarato che l’unico pericolo del Milan era ripartire in transizione, perché proprio Sommer ha scelto il rilancio lungo invece della costruzione corta? Una scelta che ha aperto la porta al contropiede decisivo. Dati alla mano, l’Inter genera 2.16 xG, ma quasi tutte le situazioni pericolose nascono da angoli, sviluppi sporchi o seconde palle. Mai un vero uomo messo davanti al portiere. E questo, per una squadra che punta allo Scudetto, è un campanello importante.

MILAN - Un vero 1-0 di corto muso, come piace ad Allegri, ma con un’identità precisa. Il Milan non si limita a difendere: gestisce i momenti, mantiene ordine e crea le sue occasioni attraverso ripartenze strutturate, con Rabiot, Fofana e Saelemaekers a turno a guidare le transizioni. Maignan è semplicemente il migliore in campo. Parare un rigore nel derby lo iscrive automaticamente nella storia recente rossonera, ma è tutto ciò che fa attorno a quel momento che colpisce: leadership, letture, sicurezza. È lui la colonna portante di questo Milan, e Allegri lo coccola come un diamante, nonostante un rinnovo che ancora non si sblocca. La vera ossatura rossonera oggi è chiara: Maignan - Gabbia - Rabiot - Pulisic. Sono loro a dettare energie, equilibri e mentalità. Sul piano offensivo il Milan produce poco (0.86 xG totali, con il tiro di Pulisic che vale da solo 0.64), ma sarebbe un errore giudicare la squadra dai numeri puri: la partita è stata interpretata esattamente come voleva Allegri. E le occasioni potenziali ci sono eccome, come quella in cui Leao, lanciato in campo aperto, spreca un 2 contro 1 perfetto sbagliando misura del passaggio per Pulisic: una giocata che avrebbe potuto chiudere il derby e che Allegri cita poi nel post-gara per sottolineare quanto, nonostante il piano difensivo, il Milan sia comunque rimasto pericoloso.

✅ TOP e ❌ FLOP

INTER - Tra i migliori si salvano difesa e centrocampo: Acerbi, Bastoni e Akanji reggono l’urto quando il Milan riparte, mentre Barella è uno dei pochi a provare a cambiare ritmo. Thuram ci mette fisicità, anche se lontano dalla miglior versione. Male invece Sommer, protagonista negativo sull’1-0; Calhanoglu, che si fa parare un rigore pesantissimo; e Lautaro, che non gioca una buona partita e si vede.

MILAN - Nel Milan splende una costellazione di top: Maignan monumentale e MVP, Tomori e Gabbia attentissimi, Pavlovic brillante, Rabiot cervello e polmoni, Saelemaekers sorprendente nel lavoro sporco e Pulisic decisivo al rientro dall'infortunio. Un gradino sotto invece Modric, Fofana e Leao, non sempre lucidi nelle scelte tecniche.

Il derby, ancora una volta, ricorda una verità semplice: non sempre vince chi crea di più, ma chi sa colpire quando conta. E ieri il Milan ha colpito al momento giusto. L’Inter, invece, esce con tanti rimpianti e una domanda che torna ciclicamente: nei match pesanti, cosa manca davvero? La stagione è lunga, ma il segnale lanciato dai rossoneri pesa eccome.

A cura di: Giorgio Delle Monache