"TRIPLICE FISCHIO": Milan a secco con il Napoli, l'attacco è diventato un problema?
Amici di ZonaFanta siamo tornati con il diciottesimo episodio della rubrica TRIPLICE FISCHIO. La giornata appena conclusa, tra il pranzo di Pasqua e la grigliata di Pasquetta, l'abbiamo vissuta in apnea. Diversi i big match e diversi anche gli epiloghi e le verità che ci ha lasciato il campo: da un Milan che non gira più in zona offensiva, ad un Inter ritrovata con Lautaro e Calhanoglu, per concludere con una Juve a due facce e Spalletti preoccupato. Non perdiamoci in chiacchiere e partiamo con le sentenze di giornata!
Milan, attacco ancora a secco contro il Napoli: è crisi in zona offensiva
Il momento difficile che sta vivendo il Milan è segnato soprattutto da una difficoltà evidente: l'attacco dei rossoneri non segna più. I numeri delle ultime giornate sono impietosi e raccontano al meglio la crisi che sta vivendo la squadra di Allegri.
Dopo 31 giornate gli attaccanti rossoneri hanno prodotto appena 23 gol complessivi e nessuno degli uomini offensivi è andato in doppia cifra. Questo dato pesa enormemente nella corsa ai vertici prima e alla Zona Champions adesso. Il problema però non è solo quantitativo, ma anche e soprattutto di continuità.
Sotto accusa ci sono tutti gli attaccanti rossoneri: Leao è calato nella seconda parte di stagione tra infortuni e incomprensioni con Allegri, Pulisic è sparito da dicembre in poi, Fullkrug non ha avuto l'impatto che si auspicavano i rossoneri, Nkunku è stato troppo discontinuo e ci si aspettava di più da un giocatore come lui e Gimenez è stato infortunato per troppo tempo, ma anche nel periodo pre-infortunio non aveva convinto.
Forse è il momento di una svolta a livello tattico e di un passaggio ad un Milan più offensivo in questo finale di stagione. Allegri non sembra però orientato a sbilanciare il suo Diavolo e non vuole perdere gli equilibri difensivi ritrovati in questa stagione. Senza gol degli attaccanti però, il Milan rischia di perdere i propri obiettivi stagionali.
Inter, con Lautaro e Calhanoglu è tutta un'altra squadra
Nella vittoria per 5-2 contro la Roma è arrivato un segnale forte e chiaro dal match di San Siro: l'Inter ha bisogno di Lautaro Martinez e di Hakan Calhanoglu.
In una squadra forte, probabilmente la migliore del campionato, in alcuni momenti si perdono di vista i veri leader e i veri giocatori. I giocatori essenziali e fondamentali per raggiungere certi traguardi. Nella squadra di Chivu questi sono Lautaro Martinez e Hakan Calhanoglu.
Non è di certo un caso che con l'argentino e il turco dal primo minuto, i nerazzurri siano usciti da un momento di crisi che rischiava di diventare critico e di compromettere uno Scudetto ormai chiuso.
Lautaro è fondamentale per far girare al meglio la squadra e anche Thuram ne risente, perchè con il Toro in campo gioca meglio anche il francese. Calhanoglu è sempre fondamentale in cabina di regia e soprattutto è capace di tirare fuori colpi magici come quello di domenica sera che possono indirizzare una partita da un momento all'altro.
La speranza per Chivu è quella di riavere i due fedelissimi al meglio per il finale di stagione perchè con loro è tutta un'altra Inter.
Juve, con il Genoa vittoria a due facce: Spalletti lancia l'allarme
La Juventus di Luciano Spalletti è una squadra difficile da decifrare. Questo è ciò che rimane dal match vinto per 2-0 contro il Genoa nel lunedì di Pasquetta.
La vittoria non cancella i diversi dubbi e i tanti punti interrogativi su questa squadra. Un primo tempo dominante con un 2-0 che stava quasi stretto ai bianconeri, seguito da un tracollo inspiegabile nella ripresa.
Proprio questa doppia identità ha fatto scattare un allarme nel tecnico di Certaldo. Nel post partita Spalletti è stato molto duro e diretto verso i suoi uomini, rifiutando ogni alibi e dichiarando di non aver ancora capito dopo 6/7 mesi la sua squadra. Inoltre Spalletti ha dichiarato anche: "ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi", evidenziando una carenza di attenzione e di concentrazione in diversi momenti chiave.
Queste parole suonano come un attacco diretto ai giocatori, ma è anche una confessione importante: dopo tanti mesi Spalletti non ha capito i suoi uomini. Da qui nasce la Juve "a due facce": una squadra che quando vuole è brillante e intensa, ma che troppo spesso fa trasparire le sue fragilità e la sua discontinuità.
Per fare il salto definitivo ora il tecnico toscano dovrà lavorare sulla continuità, perchè senza questa si rischia seriamente di rimanere fuori dalla Champions.
A cura di: Federico Piersanti