Il fascino dell'ex - Politano, finché ci saranno quelli che ricordano ciò che è stato
Quando il passato torna a chiedere il conto
Ci sono ex che tornano da protagonisti annunciati, altri che rientrano in silenzio. Matteo Politano appartiene a una terza categoria: quella degli uomini affidabili, di chi non ha mai avuto bisogno di essere una stella per lasciare il segno. Al Diego Armando Maradona, contro il Sassuolo, il suo ritorno ha il sapore della memoria e della possibilità. Non di una vendetta, ma di un cerchio che può chiudersi.
A Reggio Emilia Politano è diventato grande. A Napoli è diventato sé stesso.
Sassuolo, dove tutto ha preso forma
Con la maglia neroverde, Politano ha smesso di essere una promessa per trasformarsi in un giocatore vero.
Tre stagioni, 96 presenze, 20 gol e 12 assist, con una doppia cifra di reti nel campionato 2017/18: numeri che raccontano crescita, responsabilità, continuità. Non era il volto del Sassuolo, ma era una certezza. Uno di quelli che l’allenatore scrive sempre in distinta senza esitazioni.
È lì che nasce il Politano che conosciamo oggi: meno copertina, più sostanza. Meno riflettori, più rendimento.
Napoli, solidità senza clamore
A Napoli la storia non è cambiata, si è solo allungata.
Sette stagioni, 206 presenze, 28 gol e 30 assist: numeri che non fanno rumore, ma che pesano. Perché Politano, sotto il Vesuvio, non ha mai tradito. Allenatori diversi, sistemi diversi, compagni diversi: lui è sempre rimasto.
Quest’anno il tabellino dice 0 gol e 3 assist in 19 partite. Freddo, quasi crudele. Ma il campo racconta altro: corsa, sacrificio, applicazione. Politano non è mai stato il finalizzatore designato. È quello che prepara, che accompagna, che resta in piedi quando altri spariscono.
Il destino dell’ex
Ed eccolo, di nuovo contro il Sassuolo.
La squadra che lo ha forgiato, contro quella che lo ha consacrato come uomo di spogliatoio. Il primo gol stagionale che ancora manca potrebbe arrivare proprio qui, contro chi lo conosce meglio.
Non sarebbe una sorpresa. Sarebbe destino.
E forse, in quel momento, Polithanos potrebbe schioccare le dita: non per distruggere, ma per ricordare a tutti che lui c’è sempre stato. Silenzioso, presente, indispensabile.
Non una stella, ma una garanzia
Politano non è il giocatore che ti vince le partite da solo.
È quello che le rende possibili. Quello che non si risparmia mai, che non esce dalla partita, che dà tutto anche quando il tabellino resta vuoto. Non sarà mai il più amato dai numeri, ma è spesso quello che resta nel cuore.
Perché nel calcio, come nella vita, non tutti devono brillare per essere ricordati.
Alcuni basta che restino. E Politano è uno di quelli.
A cura di: Tommaso Guerini