Il fascino dell'ex - Piccoli, quando la primissima da ex pesa più di tutte
Roberto Piccoli arriva a Fiorentina–Cagliari nel momento più luminoso della sua stagione. La vittoria viola contro il Bologna ha restituito ossigeno a una squadra che respirava a fatica, e lui ne è stato il volto: gol e 10 in pagella, una prestazione che pesa più di tante parole. Ora, al Franchi, il calendario gli mette davanti il passato. Non lontano chilometri, ma vicino al cuore: quel Cagliari che lo ha fatto esplodere, crescere, diventare davvero Piccoli solo di nome.
La Sardegna, la prima vera esplosione
Per Piccoli, la Sardegna non è stata una tappa qualunque. È stata la primissima volta in cui si è sentito davvero centravanti di Serie A.
Con il Cagliari ha collezionato 37 presenze, 10 gol e 3 assist, raggiungendo la doppia cifra e diventando un riferimento per squadra e tifosi. In rossoblù non era solo un attaccante: era presenza, sacrificio, peso specifico. È lì che ha mostrato continuità, è lì che ha acceso l’interesse della Fiorentina, la chiamata “europea” che lo ha portato a giocare la Conference League, non con il Cagliari ma grazie a ciò che aveva costruito in Sardegna.
Firenze, tra attesa e riscatto
Alla Fiorentina il percorso non è stato lineare. 16 presenze e 2 gol, spesso da alternativa, spesso chiamato a incidere in pochi minuti. Ma ora il vento sembra girare.
I dubbi su Kean gli aprono uno spazio importante e Piccoli è pronto a occuparlo. Non solo per cercare il terzo gol stagionale, ma per dimostrare di poter restare centrale anche quando la concorrenza tornerà pienamente disponibile. Firenze chiede risposte, e Piccoli è nel momento giusto per darle.
Il destino dell’ex
Giocare contro il Cagliari, proprio a Firenze, rende la sfida ancora più particolare. Non è un ritorno fisico, ma emotivo. Di fronte ci sono gli stessi colori che lo hanno fatto crescere, gli stessi tifosi che lo hanno visto diventare uomo.
Il destino dell’ex, per Piccoli, non è nostalgia: è conferma. Come Piccolo di Dragon Ball, non serve essere il protagonista assoluto per essere decisivo. Serve tempismo, forza interiore, capacità di farsi trovare pronti quando conta.
Una serata per restare
Fisico, lavoro per la squadra, lettura dell’area: Piccoli non è un attaccante da copertina, ma da equilibrio. In una Fiorentina che lotta per consolidarsi fuori dalla zona pericolosa, servono certezze più che promesse.
Contro il suo passato può avvicinarsi di nuovo alla doppia cifra, ma soprattutto può lanciare un messaggio chiaro: è pronto a restare, anche quando il contesto si farà più competitivo.
Perché a volte, tornare a guardare indietro è l’unico modo per andare davvero avanti.
A cura di: Tommaso Guerini