Il fascino dell'ex - Maldini, il figlio che cerca la propria storia

Il fascino dell'ex - Maldini, il figlio che cerca la propria storia

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Redazione di Zona
feb 11, 2026 • 2 min read

Ci sono cognomi che non si limitano a essere pronunciati: risuonano.
Quello di Daniel Maldini porta con sé storia, attese, paragoni inevitabili. Ma il calcio, a volte, sa essere ironico: il suo nuovo capitolo alla Lazio lo mette subito davanti al passato più recente, l’Atalanta.
All’Olimpico non sarà solo una partita. Sarà un incrocio di strade, di ciò che è stato e di ciò che può ancora diventare.

Dalla Dea al biancoceleste

Fino al 27 gennaio, Daniel era un giocatore dell’Atalanta.
Due stagioni, 19 presenze e 3 gol, lampi di talento alternati alla ricerca di continuità. Non abbastanza per diventare centrale, abbastanza però per lasciare un segno silenzioso.

Poi la chiamata della Lazio.
Nuova maglia, nuove responsabilità, nuova occasione.
L’inizio racconta già qualcosa: 2 presenze e 1 assist, piccoli segnali che parlano di fiducia e spazio possibile.
In un attacco ancora in cerca di gerarchie dopo Castellanos, il peso offensivo sembra poter passare proprio dai suoi piedi, con Maldini in vantaggio su Ratkov.

Il momento della verità

Al Fantacalcio Daniel non è mai stato una certezza.
Più promessa che sicurezza, più intuizione che investimento.
Eppure esistono momenti in cui le carriere cambiano ritmo senza preavviso.

Questo può essere uno di quelli.
Perché giocare punta da listato centrocampista trasforma il suo profilo: da scommessa marginale a possibile asset prezioso.
E perché le partite contro l’ex hanno una strana abitudine: accendere proprio chi cerca conferme.

Il destino dell’ex

L’Atalanta arriva in super forma, macchina lanciata che concede poco.
La Lazio, invece, con Maldini ha raccolto una vittoria e un pareggio, segnali di equilibrio fragile ma vivo.
In queste notti il calcio ama scrivere storie semplici:
un pallone giusto, un inserimento, un gol che cambia la percezione di tutto.

E se quel gol fosse proprio dell’ex, il racconto diventerebbe perfetto.

Il figlio che cerca la sua luce

Essere il secondo genito di Paolo Maldini significa convivere con un’ombra enorme.
Ma nel calcio, come nelle storie, esiste sempre il momento in cui il figlio smette di inseire e inizia a camminare con il proprio passo.

Un po’ come Goten, cresciuto lontano dai riflettori di Goku ma capace, quando serve, di mostrare una forza inattesa.
Daniel non deve imitare nessuno: deve solo trovare la sua dimensione, con leggerezza.

E forse proprio contro il suo passato può iniziare davvero il suo futuro.