Højlund, l’oro di Bergamo torna al Gewiss
Al Gewiss Stadium di Bergamo certe storie non finiscono mai davvero.
Alcuni addii restano sospesi nell’aria, come promesse non dette.
Quello tra Rasmus Højlund e l’Atalanta è uno di questi: breve, intenso, sufficiente per lasciare un segno profondo.
Una sola stagione per diventare indimenticabile
A Bergamo al danese è bastato poco: 32 presenze, 9 gol e 4 assist sotto la guida di Gasperini.
Numeri importanti, ma non abbastanza per raccontare l’impatto reale di un attaccante arrivato quasi in silenzio dallo Sturm Graz per 21 milioni e diventato, nel giro di pochi mesi, la cessione record della Dea (77,8 milioni).
Non solo gol: corsa, profondità, fame.
Quelle qualità che trasformano una promessa in qualcosa di più difficile da definire.
L’andata, il ritorno… e la rinascita azzurra
Dopo l’esperienza allo United, meno luminosa del previsto, il destino lo ha riportato in Italia.
A Napoli, nell’emergenza offensiva gestita da Antonio Conte, Højlund ha ritrovato sé stesso:
21 partite, 8 gol, 2 assist e 3 doppiette.
Numeri da protagonista vero, in una squadra che deve continuare a vincere per inseguire lo scudetto.
Il centravanti che sembrava tornato grezzo è tornato a brillare.
Il destino dell’ex
Contro un’Atalanta in formissima, servirà qualcosa di speciale.
Forse un gol.
Forse un’altra doppietta.
Perché certe partite non si giocano soltanto con i piedi, ma con la memoria.
E Bergamo ricorda bene quel ragazzo arrivato in silenzio e diventato, in una sola stagione, diverso da tutti gli altri.
Al Fantacalcio è già un top.
La doppia cifra è lì, a un passo.
E quale palcoscenico migliore della sua vecchia casa per raggiungerla?
A cura di: Tommaso Guerini