Christo è (ri)nato: tris al Verona, quindicesimo risultato utile consecutivo per il Milan
Il successo del Milan contro il Verona era dato quasi per scontato alla vigilia, con una quota che parlava chiaro, ma non nelle proporzioni. Il 3-0 di San Siro va oltre il pronostico e restituisce l’immagine di una squadra che, dopo qualche inciampo contro avversari sulla carta abbordabili, torna a imporsi senza discussioni. Un segnale importante nell’ultimo turno dell’anno solare, prima di ripartire il 2 gennaio contro il Cagliari. La classifica sorride. I rossoneri restano secondi a quota 35 punti, a una sola lunghezza dall’Inter e con un margine minimo ma prezioso sul Napoli. Dietro, il Verona si ferma a 12 punti, ancora in zona retrocessione nonostante le due vittorie pesanti ottenute nelle settimane precedenti contro Atalanta e Fiorentina. Nel post partita Allegri abbassa i toni, ma i numeri raccontano altro. «Per lo scudetto servono 82-84 punti», dice il tecnico, ribadendo come l’obiettivo resti la Champions. Curiosamente, la proiezione attuale del Milan porta proprio a quota 82, lo stesso range che lo scorso anno è bastato al Napoli per vincere il titolo. Coincidenze, forse, ma intanto arriva il quindicesimo risultato utile consecutivo in Serie A: non accadeva dalla stagione 2020-21.
🔍 ANALISI DELLA PARTITA
MILAN - Allegri non sorprende e conferma l’undici atteso. Il Milan parte con ordine, senza forzare, ma costruendo con continuità. Loftus-Cheek gioca una delle sue prove più convincenti: presenza costante, lavoro sporco e due occasioni nitide, una nel primo tempo e una nella ripresa. Il vantaggio arriva allo scadere del primo tempo ed è figlio di una situazione ormai ricorrente. Calcio d’angolo, spizzata di Rabiot e Pulisic che attacca l’area con i tempi giusti. È il suo ottavo gol in campionato, il sesto segnato nella seconda parte di gara, e il numero complessivo racconta ancora meglio il suo peso in questo anno solare: 14 reti e 7 assist, più partecipazioni al gol di chiunque altro in Serie A. Con 594 minuti giocati in questa stagione ha già raggiunto Lautaro, che ne ha impiegati più del doppio. Nel 2025 nessuno ha fatto meglio di lui in casa Milan in termini di goal. La ripresa si apre con l’episodio che cambia la partita e forse anche la stagione di un singolo. Dopo appena trenta secondi Nkunku riceve di tacco da Rabiot, attacca lo spazio e si fa travolgere in area. Rigore netto, trasformato con freddezza. L’abbraccio collettivo racconta più di mille analisi: squadra, panchina e staff sembrano liberarsi insieme a lui. Il terzo gol è la fotografia dello sblocco mentale. Tiro di Modric sul palo, Montipò non trattiene e Nkunku è il più rapido di tutti ad avventarsi sulla ribattuta. Doppietta, 416 giorni dopo l’ultima in un contesto europeo, e una prestazione completa: due reti, un rigore conquistato e un passaggio chiave. Il Milan chiude così l’anno nel modo migliore, anche se le voci di mercato restano sullo sfondo. In mezzo, ancora una prova di altissimo livello di Modric. Diciannovesima presenza stagionale, tre passaggi chiave, cinque recuperi e il 100% di duelli vinti. Una regia silenziosa ma dominante.
VERONA - Zanetti prova a cambiare qualcosa sugli esterni e in mezzo, ma il Verona fatica sin dall’inizio. Le difficoltà emergono soprattutto nelle scelte individuali. Il primo gol nasce da una marcatura a zona mal interpretata: Bella-Kotchap resta tra porta e uomo e perde completamente Pulisic. Sul rigore, Nelsson esagera nell’aggressività e travolge Nkunku senza appello. Il terzo gol è una somma di errori: Bernedè non allontana, Modric calcia, Montipò tocca ma non quanto basta e il tap-in chiude la gara. I numeri confermano la sensazione visiva. Solo 0.39 xG prodotti, nove tiri complessivi ma uno solo nello specchio, tanti falli e percentuali basse nei duelli, sia aerei che a terra. Troppo poco per impensierire un Milan così ordinato.
✅ TOP e ❌ FLOP
MILAN - È la serata di Nkunku, inevitabilmente. Ma accanto a lui brillano Pulisic, sempre più leader offensivo, e Rabiot, il cui peso a centrocampo continua a essere decisivo anche quando non finisce nei tabellini. Tomori vive una gara tranquilla ma solida, mentre Loftus-Cheek manda segnali incoraggianti.
VERONA - Nel Verona si salva solo Niasse, autore dell’unico tiro in porta e di una prova dignitosa nei duelli. Per il resto, una serata da archiviare in fretta.
Il Milan chiude il 2025 con certezze ritrovate, una classifica che tiene aperti tutti i discorsi e un giocatore che finalmente sembra aver rotto il ghiaccio. Da qui si può davvero ripartire?
A cura di: Giorgio Delle Monache