Il fascino dell'ex - Bastoni, da promessa della Dea a pilastro nerazzurro
Ci sono luoghi che non restano addosso per il tempo passato, ma per ciò che hanno acceso dentro di noi.
Per Alessandro Bastoni, quel luogo è Bergamo.
Qui, il 22 gennaio 2017, a soli 17 anni, fece il suo debutto in Serie A sotto la guida di Gasperini: pochi minuti, ma sufficienti per intuire che in quel ragazzo alto, elegante e timido c’era qualcosa di diverso.
La sua storia con l’Atalanta è breve (7 presenze totali) ma è la radice di tutto. Senza quel primo passo, non ci sarebbe il resto del viaggio.
La metamorfosi nerazzurra
All’Inter Bastoni non è cresciuto: si è trasformato.
Antonio Conte lo ha messo al centro del progetto, Simone Inzaghi lo ha consacrato, e oggi Chivu ne raccoglie l’eredità tecnica e mentale.
In sette stagioni in Serie A con l’Inter, i numeri parlano da soli:
- 6 gol
- 20 assist
- 4 volte nella Squadra dell’Anno della Serie A
- 2 volte nella Squadra della Champions League
- 2 volte miglior difensore del campionato
Un curriculum da fuoriclasse, perché Bastoni è diventato ciò che all’Atalanta si poteva solo immaginare: uno dei difensori più completi al mondo, capace di difendere con lucidità, impostare da centrocampista e inserire come un mezz’ala quando l’Inter lo richiede.
La stagione della maturità
Quest’anno è una conferma scintillante: 14 partite, 1 gol, 3 assist, 6.68 di fantamedia, e soprattutto un dato che vale più di tutti: nessuna insufficienza nelle ultime cinque gare.
È costante, dominante, sicuro.
Un difensore che non solo regge il peso dell’Inter prima in classifica, ma che dà la sensazione di crescerci insieme, settimana dopo settimana.
La Dea ritrovata
L’Atalanta non è più quella che lo lanciò. Juric ha tribolato, ora con Palladino la Dea ha ricominciato a respirare calcio e identità. È nona in classifica, affamata di punti e di riscatto.
Ma di fronte, questa volta, si ritroverà un Bastoni completamente diverso dal ragazzo di allora: un leader, un faro difensivo, un regista avanzato.
E quando la posta in gioco è alta, lui raramente delude.
Il destino dell’ex
Le storie più belle non parlano di ritorni facili, ma di cerchi che si chiudono.
Bastoni torna dove tutto è iniziato, ma non per guardarsi indietro: per difendere il presente.
L’Inter è prima in classifica, e contro la Dea vuole restare in cima.
Per l’Atalanta sarà una sfida al suo passato.
Per Bastoni, un promemoria silenzioso: da qui sei partito, ma è qui che hai imparato a volare.
Una partita che pesa
Non è una gara qualunque: l’Inter deve difendere il primo posto, l’Atalanta cerca la svolta, Bastoni affronta la squadra che lo ha mostrato al mondo.
E come spesso accade con gli ex, c’è una scintilla speciale nell’aria.
Quella sensazione che qualcosa possa accadere.
E che, ancora una volta, Bastoni possa essere protagonista.
a cura di: Tommaso Guerini